MOONLIGHTER - RECENSIONE

A CURA DI CLAUDIO "DOGGHY" FAVORITO IL 25.06.18

Diventare un ricco mercante o un impavido avventuriero? Perché non entrambe le cose?
Dev’essere questo il dilemma che si sono posti i ragazzi dello studio spagnolo Digital Sun che, dopo aver raccolto oltre 134.000 dollari grazie alla campagna crowfounding su Kickstarter, hanno creato l’originale titolo di cui vi parleremo: Moonlighter.
Will è un giovane commerciante di Rynoka, un tranquillo e pacifico villaggio che, per via dei suoi misteriosi portali, ha attratto nel tempo numerosi eroi e, tra questi, anche Pete, il defunto nonno di Will. Quest’ultimo, dopo attenti studi e numerose spedizioni, ha lasciato in eredità ai posteri tutto il suo sapere su quei misteriosi dungeon ed ai guardiani che li difendono. Il compito di Will è quello di sfatare i miti del nonno e capire quanto c’è di vero nella sue parole.
Questa è la trama di Moonlighter, piuttosto lineare, che viene raccontata dagli abitanti di Rynoka e dalle note scritte e strappate dalle fredde mani degli avventurieri deceduti all’interno dei quattro labirinti esplorabili ...ce n’è un quinto di cui non vi diremo nulla!

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Possiamo collocare Moonlighter nel genere roguelite/action-adventure con elementi RPG; ogni dungeon consiste in tre livelli (quattro se consideriamo anche quello ospitante il boss finale) e ad ogni accesso le stanze vengono generate in modo casuale.
Il sistema di combattimento prevede la schivata dei colpi nemici e due tipi di attacchi possibili, in base alla tipologia di arma equipaggiata. Si potrà, ad esempio, alternare la spada all’arco per le corte e lunghe distanze oppure, sferrare fendenti e ripararsi dietro uno scudo. Non c’è una grandissima varietà di armi e quelle equipaggiabili devono essere necessariamente craftate o raccolte come loot dai nemici.
Soccombere agli orrori che si celano nei dungeon farà perdere a Will quasi tutto il bottino nello zaino, ad eccezione delle poche cose che è riuscito a conservare nelle tasche. Questo sistema penalizza a metà il giocatore permettendogli comunque di portare a casa qualche oggetto da rivendere in cambio del prezioso denaro, ovvero ciò che di fatto alimenta la progressione dell’eroe.
Sebbene gran parte della notte la si passa esplorando i dungeon, di giorno invece c’è un’attività da mandare avanti, e per farlo è necessario commerciare tutto ciò che si è raccolto in giro. Parte della casa di Will è adibita a negozio, di conseguenza basta piazzare gli oggetti in vetrina, sceglierne il prezzo di vendita, aprire la porta al pubblico e studiarne le reazioni; se il cliente è soddisfatto dell’offerta acquista ben volentieri e con un ampio sorriso sul volto, in caso contrario è sempre possibile correggere le tariffe all’istante. In questa parte gestionale di Moonlighter è quasi sempre necessario improvvisare, soprattutto con i nuovi oggetti dei quali non si conosce la domanda; il fedele taccuino di Will però immagazzinerà automaticamente tutte le reazioni degli avventori ai prezzi fissati dal giocatore così da non farlo incorrere costantemente in valutazioni errate.
I ricavi della giornata possono essere spesi per migliorare il negozio di Will oppure per finanziare l’arrivo di nuovi mercanti in città come il fabbro, il banchiere o l’alchimista (ed altro ancora ndr).

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La visuale pseudo-isometrica 2D è impreziosita da una pixelart ben rifinita e pulita ma che non offre grande varietà di fondo, soprattutto all’interno dei dungeon.
Il comparto sonoro, invece, è composto da un buon numero di melodie rilassanti che accompagnano quasi tutte le aree di gioco creando la giusta atmosfera.
Moonlighter tenta di farsi largo, tra i tanti titoli indipendenti rogue-like/lite presenti attualmente sul mercato, aggiungendo un pizzico di originalità al suo gameplay. Nel corso dell’avventura però abbiamo più volte avvertito un certo senso di ripetitività, soprattutto nella parte gestionale del negozio, ovvero in quelle meccaniche che avrebbero dovuto fare la differenza rispetto alla concorrenza. Tuttavia, anche se il gameplay manca di profondità, il lavoro svolto da Digital Sun è apprezzabile per più di una decina di ore; il nostro consiglio è di supportare questi talentuosi sviluppatori e di scoprire i segreti di Rynoka!

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