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NAKWON: LAST PARADISE

Anteprima a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 18/03/2026

Nel panorama dei giochi ad estrazione si avvertiva un vuoto fatto di corpi che si trascinano lenti e senza meta, di lamenti strazianti, di carne in putrefazione e di quell’aria tesa che ricorda i lunedì mattina in ufficio, quando ripensi a tutto il lavoro procrastinato nel fine settimana precedente.
Ci ha pensato NEXON (Mabinogi, Maple Story, The First Descendant) a colmare questa mancanza pubblicando su Steam il suo nuovo progetto free-to-play chiamato Nakwon: Last Paradise. Ne ho provato la versione Closed Alpha e devo ammettere che mi sono divertito parecchio.
Nakwon (paradiso) altro non è che un grande avamposto di sopravvissuti all’apocalisse zombie che ha colpito Seoul, eppure viverci non è un’esperienza idilliaca come il significato del nome potrebbe far pensare. A spingermi verso la cittadinanza a Nakwon è stato un losco figuro che mi ha strappato da morte certa, non per solidarietà ma per eleggermi come nuovo “Extractor”, ovvero colui che fa il lavoro sporco fuori dalle mura per conto di clienti esigenti. Vitto e alloggio hanno quindi un costo che si traduce in incarichi, spesso di recupero, piuttosto rischiosi, dato che a Seoul oltre agli zombie bisogna stare attenti anche ai vivi, nella formula PvPvE che ormai conosciamo benissimo.
La parte più interessante di Nakwon: Last Paradise è la progressione del personaggio attraverso quella che può essere definita una vera e propria scalata sociale all’interno dell’avamposto. Si parte dal livello più basso, rinchiusi in un container fatiscente con giusto un paio di banchi da lavoro e una piccola valigia nella quale depositare gli oggetti, con pochi contatti tra i mercanti locali e incarichi pensati per testare l’efficienza sul campo.

Le due mappe presenti nella Closed Alpha mi hanno permesso di esplorare la zona nord e sud di Jongno, diverse sia per livello di difficoltà sia per il bottino presente in determinate aree. Muoversi tra vicoli e negozi multipiano affidandosi alle sole armi corpo a corpo restituisce una sensazione di precarietà che non ha mai smesso di accompagnarmi durante i miei peregrinaggi. A questo si aggiungono gli stracci di cui ero vestito (letteralmente), la necessità di camminare accovacciato per non fare rumore e la torcia da accendere solo in caso di bisogno, per non farmi notare dagli altri giocatori.
Non che gli orrori che serpeggiano per Jongno siano da meno. Oltre ai classici mangiacervelli ci sono anche gli “urlatori”, i “corridori” e una serie di elite o mini-boss piuttosto coriacei e armati. Tra questi, ad esempio, c’è un cuoco dalla stazza imponente con due enormi mannaie tra le mani.
Vi domanderete come sia possibile che il sistema di combattimento sia incentrato quasi esclusivamente sul corpo a corpo e che fine abbiano fatto le armi da fuoco. Come accennato poco sopra, muoversi furtivamente è un requisito fondamentale quando si esce da Nakwon. Le armi da fuoco esistono, ma nel silenzio assoluto diventano l’equivalente di una sirena antiatomica.
C’è anche un altro dettaglio su pistole e fucili che va chiarito: la maggior parte non può varcare i cancelli di Nakwon, perché viene sequestrata automaticamente dalla sicurezza e rimborsata con crediti pari al valore dell’oggetto. Non succede con tutte, però. Alcuni bastoni di morte, come quelli artigianali “usa e getta” da tre o dieci colpi, sono tollerati.
Le armi e le protezioni, che le troviate sul corpo di un altro extractor o dentro una cassaforte, non hanno alcuna restrizione e possono essere usate liberamente a prescindere dal livello del personaggio. Per sbloccare le migliori nei negozi di Nakwon servirà comunque dimostrare di essere cittadini modello, pagando un certo numero di crediti e risorse.
C’è una quantità incredibile di oggetti saccheggiabili ovunque nella mappa, utili per creare o migliorare l’equipaggiamento, oppure semplicemente per fare cassa rivendendoli ai mercanti una volta tornati all’avamposto. Non ho nemmeno fatto in tempo a usare tutte le chiavi accumulate nell’inventario, che mi avrebbero garantito l’accesso ad aree segrete piene di bottino di valore.
L’esplorazione in Nakwon: Last Paradise ripaga, a patto di estrarre entro i tempi stabiliti dal gioco, ma a rendere ancora di più sono gli incarichi, che permettono di guadagnare anche esperienza. Questa consente di aumentare il livello del personaggio e spendere i punti ottenuti in diversi rami abilità, in base allo stile di gioco preferito.
Si può scegliere, per esempio, di investire nel ramo della furtività per velocizzare la camminata da accucciati, ridurre il rumore dei passi, raccogliere oggetti più rapidamente e così via. A prescindere dalla build scelta, si possono equipaggiare soltanto due abilità attive e un certo numero di passive. È comunque possibile resettare i punti spesi per provare nuove combinazioni.

Sebbene Nakwon: Last Paradise mi abbia colpito per i numerosi incarichi e per i luoghi da esplorare, alcuni aspetti necessitano ancora di ritocchi da parte degli sviluppatori. I movimenti del personaggio, prima di tutto, risultano più rigidi rispetto agli standard moderni e questo influisce sul sistema di combattimento corpo a corpo, che è uno dei pilastri del gioco.
Servirebbero inoltre migliorie al sistema dell’inventario, come il riordinamento automatico negli zaini più grandi, la possibilità di ruotare gli oggetti al loro interno e un’opzione push to talk quando si è in squadra con altri giocatori o li si incontra casualmente in partita.
Non mi dispiacerebbe vedere anche eventi in raid, come i classici drop aerei, l’arrivo casuale di nemici particolari o situazioni che richiedano cooperazione tra giocatori per ottenere una ricompensa condivisa.
Questa nuova ambientazione post apocalittica coreana proposta da NEXON è ben curata, con un level design che trasmette attenzione nei dettagli delle texture e nei credibili giochi di luce. Sotto questo profilo Nakwon: Last Paradise riesce nel suo intento e porta alla luce ciò che altri hanno provato a fare in passato, senza riuscirci.
I miei dubbi riguardano ancora una volta la formula free-to-play di questo promettente progetto. Rimango fiducioso che l’eventuale negozio e il season pass (già ufficializzato) non vendano, in cambio di denaro reale, oggetti capaci di compromettere il bilanciamento del gioco.
Non esiste ancora una data di uscita ufficiale per Nakwon: Last Paradise, ma è facile credere che nei prossimi mesi arriveranno altre fasi di test. Se ne avrete l’occasione vi consiglio di partecipare per provarlo con mano, tenendo d’occhio le pagine social ufficiali.

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