Anteprima a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 18/02/2026
Dopo essere rimasto estasiato e a dir poco incuriosito dai primissimi trailer di Sea of Remnants, i ragazzi di NetEase Games mi hanno permesso di provare con mano la versione alpha di questo nuovo progetto firmato Joker Studio e, vi dirò, non mi è affatto dispiaciuto.
Partirò col dirvi che Sea of Remnants non può essere paragonato né a Sea of Thieves né tantomeno a Skull and Bones; è certamente un’avventura a mondo aperto con elementi da gioco di ruolo e combattimenti a turni. Dimenticavo: sarà free to play.
Il protagonista si risveglia all’interno di un laboratorio senza alcuna memoria del suo passato; il suo salvatore gli spiega di essere giunto ad Orbtopia, un luogo decisamente ispirato alla piratesca Tortuga. Ciò che risalta subito all’occhio è che gli esseri di questo luogo altro non sono che marionette e, con la scusa di dover mettere in sesto il mio alter ego, ho iniziato a modificarlo a piacimento attraverso un dettagliato editor.
Mossi i primi passi tra le strade di Orbtopia, ho potuto comprendere meglio la direzione artistica che Joker Studio ha voluto donare a Sea of Remnants: colori accesi, musica k-pop, onomatopee in stile fumetto e personaggi carismatici sopra le righe. A mettermi di fronte a tutto questo è stata R.V., una piratessa fuori di testa che ha messo a soqquadro un’intera taverna con piroette, salti tra i tavoli, spintoni, calci e pugni a chiunque le si parasse davanti. Immaginatela come una marionetta con le sembianze di Harley Quinn.
Scopro, poco più avanti, che anche lei ha perso la memoria (come tutti gli abitanti di Orbtopia) e che, per di più, il passato del mio personaggio è legato al suo; così decidono di comune accordo di unire le forze per scoprire cosa sia realmente accaduto loro.

Sulla questione dell’amnesia si incentrerà tutta la storia di Sea of Remnants, nonché le varie stagioni che si susseguiranno attraverso aggiornamenti dedicati. Far scoprire gradualmente la storia dei protagonisti e, di conseguenza, cercare di tenere alta l’attenzione sarà quindi l’obiettivo principale degli sviluppatori, oltre a quello di inserire nuovi contenuti in un mondo di gioco già abbastanza vasto (la mappa è di sedici chilometri per lato).
Ed è proprio sul fronte del gameplay che Sea of Remnants si differenzia dagli altri titoli dello stesso genere, nel bene e nel male. C’è parecchia esplorazione a terra e, tra risorse da raccogliere, minigiochi, casse stracolme di tesori e preparazione di succose pietanze al falò, c’è sempre modo di dar sfoggio della propria abilità con la spada. Per vostra informazione, questa avventura può essere vissuta in solitaria oppure cooperando con gli amici online.
È possibile arruolare un vasto numero di personaggi come membri della ciurma, ognuno con le proprie statistiche e abilità personalizzabili mediante un apposito albero; tuttavia, soltanto quattro di loro possono essere effettivamente schierati in battaglia. Il sistema di combattimento, come scrivevo qualche riga sopra, è a turni: gli attacchi speciali hanno un loro tempo di ricarica dopo essere stati utilizzati, mentre quelli normali sono potenziabili attraverso un sistema di lancio dei dadi; più alto sarà il valore generato, più forte sarà il danno inflitto. Oltre a ciò, gli eroi schierati sul campo, dopo un certo numero di turni, possono caricare attacchi devastanti contro uno o più nemici contemporaneamente.
Occorrerà un po’ di studio per trovare il giusto equilibrio all’interno della squadra e, soprattutto, plasmare possibilmente la build perfetta per ogni suo membro. Sebbene io ritenga che la componente esplorativa del gioco sia piuttosto soddisfacente, non posso dire lo stesso della navigazione.
Non fraintendetemi: il mondo creato da Joker Studio è affascinante e ricco di sorprese, ma speravo di avere un maggiore controllo a bordo della mia nave. Non è il giocatore a gestire le vele (anche se il vento influisce su queste), non esistono gli arrembaggi e, per sparare, basta puntare la telecamera verso il bersaglio (come accade su Skull and Bones). Dunque manca anche una gestione diretta della ciurma e tutto si riduce a far virare la nave e spedirla a vele spiegate verso la destinazione prefissata.

In mare aperto, tuttavia, c’è la possibilità di perdere il proprio bottino a causa di nemici di livello superiore; ecco perché è sempre necessario fare visita a Orbtopia per vendere i propri preziosi, nonché migliorare le abilità dell’equipaggio e il galeone in uso.
Sarò sincero con voi: il fatto che Sea of Remnants sia free to play mi preoccupa un poco. C’è da aspettarsi una componente gacha simile a Genshin Impact o a Honkai: Star Rail, nella speranza che non sia troppo invasiva e, soprattutto, che l’interfaccia rimanga intuitiva e poco dispersiva (vero Where the Winds Meet?).
Vi consiglio di tenere sempre un occhio alla pagina ufficiale di Sea of Remnants per restare aggiornati sulle future fasi di test e provare con mano il vibrante mondo piratesco di Joker Studio. Non vedo l’ora di salpare nuovamente per quei mari, sfidare gli NPC a chi beve più succo di piovra, giocare a Mahjong, imitare il canto dei pappagalli e cimentarmi nel gioco dell’oca. Ancora una volta senza memoria, ma con una sete d’avventura da fare impallidire il più temerario dei bucanieri! Arr!
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