...

ASHES OF CREATION: IL CASO

Speciale a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 05/02/2026

Ashes of Creation, l’ambizioso MMORPG nato dal crowdfunding, è in realtà diventato l’ultimo doloroso e confuso caso del settore, tra tempi di sviluppo infiniti, tensioni interne e lanci controversi.
Annunciato nel 2016 da Intrepid Studios, guidato da Steven Sharif, Ashes of Creation prometteva un mondo sandbox in cui le azioni dei giocatori avrebbero plasmato tutto: politica, città, economia. Nell’estate 2017 Intrepid Studios lanciò una campagna su Kickstarter per Ashes of Creation che superò le aspettative iniziali di settecentocinquantamila dollari: raccolse infatti oltre tre milioni di dollari da quasi ventimila backer, diventando uno dei MMORPG più finanziati nella storia della piattaforma.
Per quasi un decennio il gioco rimase in sviluppo, con varie fasi di alpha testing e pause. Per molti anni si parlò di roadmap, di evoluzioni tecniche (come il passaggio a Unreal Engine 5) e di una comunità di backer sempre più impaziente.
Nel mese di dicembre 2025 Ashes of Creation arrivò finalmente su Steam in accesso anticipato, dopo anni di attese, dando ai giocatori la possibilità di entrare in un mondo vasto ma tecnicamente instabile e non ancora completo. I dati post lancio mostrano un picco di poco meno di trentaduemila giocatori contemporanei e recensioni miste (intorno al 51% positive), un risultato deludente per un MMO così atteso. Le vendite stimate nei primi giorni variavano tra le duecentoventimila e trecentoventimila copie, con un fatturato lordo indicativo di undici o sedici milioni di dollari.
Quello che è accaduto nei mesi successivi all’accesso anticipato è stato però devastante e sorprendentemente rapido. Il 31 gennaio 2026 Steven Sharif annunciò pubblicamente su Discord di aver perso il controllo della compagnia, affermando che il consiglio di amministrazione (Board of Directors) aveva preso decisioni eticamente incompatibili con la sua visione e che per questo si dimetteva “in protesta” piuttosto che continuare a prestare il proprio nome. Questo messaggio è stato ovviamente interpretato come un enorme segnale di allarme: “Control of the company shifted away from me, and the Board began directing actions that I could not ethically agree with or carry out. As a result, I chose to resign in protest rather than lend my name or authority to decisions I could not ethically support.”

Le sue parole non erano isolate: subito dopo altre figure chiave, come la direttrice delle comunicazioni Margaret Krohn, confermarono su LinkedIn che l’intero team era stato licenziato e che la situazione era caotica e dolorosa per tutti, sviluppatori e giocatori. Secondo questi ex impiegati, lo studio avrebbe inviato avvisi di licenziamento massivo (WARN Act) con pochissimo preavviso e molti dipendenti non avrebbero ricevuto gli ultimi stipendi o benefici dovuti (TFR).
Dunque Ashes of Creation è stato rimosso dalla vendita su Steam il 2 febbraio 2026, pochi giorni dopo l’annuncio delle dimissioni e dei licenziamenti, lasciando attuali e potenziali nuovi giocatori senza possibilità di acquisto e con molte domande irrisolte su rimborsi e futuro.
È plausibile chiedersi: c’è stata malizia in questa vicenda? Non ci sono prove legali definitive che tutto il progetto fosse una truffa fin dall’inizio, ma la percezione all’interno della community è che alcune scelte, come la monetizzazione aggressiva nelle fasi di test, la promessa di rimborsi solo se il gioco non fosse stato lanciato e il modo in cui è stato portato in accesso anticipato, abbiano creato una “zona grigia” etica enorme.
Parte della community sostiene che i fondi derivati dall’accesso anticipato (e forse altri incassi accumulati nel tempo) siano stati utilizzati in modo poco trasparente prima della fine improvvisa delle operazioni, lasciando server, dipendenti e giocatori allo sbando. Questa ambiguità etica si riflette anche nella questione dei risarcimenti. Chi ha comprato il gioco su Steam può tentare il rimborso tramite il supporto, e molti casi sembrano essere già stati accolti anche oltre i limiti standard delle due ore, vista la situazione eccezionale.
Discorso un po’ spinoso per chi ha speso centinaia di dollari come backer o in pacchetti esclusivi da cinquecento dollari o più. Dal punto di vista legale ciò che avviene sulla piattaforma Kickstarter non è una vendita ma un finanziamento, e le promesse di rimborso in caso di mancato lancio possono non essere automaticamente vincolanti, soprattutto ora che il gioco è stato tecnicamente rilasciato in accesso anticipato su Steam.
La mia impressione personale è che Ashes of Creation sia stato un progetto nato dalle migliori intenzioni ma afflitto da una combinazione di ambizione eccessiva, gestione difficile di risorse e aspettative, possibili errori strategici e forse qualche scelta di marketing poco trasparente. Il risultato è una chiusura così repentina che lascia più domande che risposte, con giocatori delusi, sviluppatori traditi e nessuna certezza su un futuro reale per un titolo che tanti avevano sognato di esplorare.
Quando ci si lancia nel crowdfunding, la passione e l’hype possono muovere montagne, ma senza obiettivi di sviluppo e responsabilità verso backer e team, anche i sogni più grandi rischiano di crollare in modo fragoroso.

Condividi su:

Potrebbero interessarti anche

Per assicurare una ottimale navigazione ed altri servizi offerti, questo sito è predisposto per consentire l'utilizzo di Cookies. Continuando si accettano i Cookies secondo l'informativa consultabile a questo link.