Recensione a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 16/10/2026
Quando ero ancora adolescente, ricordo una sera d’estate in cui, nonostante avessimo ospiti a cena, non riuscivo a togliermi dalla testa un gioco che avevo comprato nel pomeriggio. Attesi diligentemente l’ultima portata per fiondarmi verso la mia PlayStation e provare per la prima volta Ace Combat, precisamente il terzo capitolo, “Electrosphere”. Non mi ero mai appassionato così tanto a un videogioco di volo e, da quel momento a oggi, sono passati circa ventisei anni. L’amore per questa serie non è mai cambiato e, proprio per questo motivo, vi scriverò di Ace Combat 8: Wings of Theve.
È giusto ricordare, quando si parla di questa famosa serie di Bandai Namco, che non avrete a che fare con un simulatore di volo; di realistico, in un videogioco nato per le sale giochi, troverete ben poco.
Questo non vuol dire che Ace Combat 8: Wings of Theve non possa essere giocato con le giuste periferiche, bensì che dovrete adeguarvi alla possibilità di ignorare le leggi della fisica e lanciare missili all’infinito durante i dogfight.
E questo è un compito che soltanto il doppio asso della guerra tra la Federazione dell’Usea Centrale e l’invasore, la Repubblica di Sotoa, può risolvere. Sì, il giocatore.
Gran parte del territorio e delle forze federali viene occupata e distrutta, la capitale Theve cade e l’unico baluardo di salvezza sul mare, la portaerei Endurance, diventa il centro nevralgico nel quale vengono pianificate le missioni di riconquista.

Nel corso della campagna principale, che conta circa una ventina di ore, ci si ritrova a intrattenere il nemico e a coprire le spalle alla propria squadra durante le fasi di volo. Sono tutti personaggi peculiari e ben riusciti, inseriti in un contesto adrenalinico e mutevole che non avrebbe nulla da invidiare a una pellicola cinematografica.
Le missioni, infatti, evolvono quasi sempre con il passare dei minuti e, se inizialmente vi verrà chiesto di fornire supporto aereo alle truppe di terra, in un secondo momento potreste ritrovarvi a fronteggiare i caccia degli “Shadow” di Sotoa. In quel caso, scrollarseli di dosso e abbatterli diventa una gara di resistenza, nonché una sfida a chi compie le manovre più azzardate. Maverick, spostati proprio.
In Ace Combat 8: Wings of Theve non ci sono però momenti alla “Take My Breath Away”, bensì degli intermezzi in cui si possono effettuare decolli, atterraggi o rifornimenti in volo. Si tratta di fasi facoltative che vi consiglio di non saltare, così da garantirvi i meriti da spendere per acquistare nuovi aerei, armamenti e abilità.
È presente un cospicuo numero di velivoli da modificare in ogni dettaglio e la stessa cura può essere dedicata anche a quelli della propria squadra, un po’ come fareste con il party prima di una battaglia in un gioco di ruolo.
Nella modalità online, i giocatori possono cooperare per abbattere nemici comuni oppure affrontare altre squadre composte da piloti in carne e ossa. Di rado compaiono missioni urgenti che premiano i giocatori più abili con un maggior numero di punti esperienza e meriti.

Ciò che mi ha lasciato un po’ perplesso in questa modalità è la possibilità di acquistare aerei, potenziamenti e boost con soldi reali all’interno del negozio di gioco. Questo, sia chiaro, non vi impedirà di avanzare normalmente con dedizione e scegliendo oculatamente dove investire le risorse economiche virtuali; ciononostante, vi capiterà di scontrarvi con giocatori incredibilmente potenti o, come è successo al sottoscritto, di non riuscire a portare a termine in tempo gli obiettivi richiesti dalla missione perché qualcun altro dispone già di tutti gli strumenti al massimo livello, pronti per essere utilizzati in veri e propri stermini di massa.
Ace Combat 8: Wings of Theve non è un gioco leggero in termini di spazio occupato dai file di installazione, ma ciò è anche giustificato da un comparto tecnico di prim’ordine, grazie a modelli che rasentano il fotorealismo, a un sistema di illuminazione impeccabile e a effetti quali sporcizia, ghiaccio o gocce che modificano realisticamente la visibilità in prima persona, all’interno del cockpit.
Anche le sequenze cinematografiche presenti nel corso della campagna, doppiate in lingua inglese, sono una vera delizia, accompagnate dall’ottima colonna sonora di Keiki Kobayashi e del team Project Aces.
Non avete mai pilotato un caccia in questa serie? Non dovete necessariamente partire dal primo capitolo, se non per cultura videoludica, perché Theve ha bisogno del suo doppio asso, adesso. Ci si vede tra le nuvole.
Potrebbero interessarti anche
Per assicurare una ottimale navigazione ed altri servizi offerti, questo sito è predisposto per consentire l'utilizzo di Cookies. Continuando si accettano i Cookies secondo l'informativa consultabile a questo link.