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DEEP DISH DUNGEON

Recensione a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 23/10/2026

Ogni volta che il mio sguardo incrocia il titolo Deep Dish Dungeon, di Behold Studios, penso a un anime che ho visto di recente su Netflix, chiamato Dungeon Food (Delicious in Dungeon). Ora, non sono un grande appassionato di animazione giapponese, ma quest'opera in particolare ha catturato la mia attenzione perché non si parla di cibo qualsiasi, bensì di mostri sotterranei che vengono cucinati da un gruppo di avventurieri e serviti in piatti bellissimi. Ecco, Deep Dish Dungeon è un gioco in cui è possibile esplorare un antico labirinto sotterraneo, in solitaria o insieme ad altre due persone online, e cucinare tutto ciò che ai nostri occhi appare commestibile.
Peculiare è lo stile grafico scelto dagli sviluppatori, che ricorda i gloriosi anni della PlayStation, ma ancora più interessante è il level design del dungeon, realizzato con estrema cura in ogni sua parte, senza fare alcun affidamento sulla generazione casuale.
Deep Dish Dungeon non mi ha accompagnato per mano durante le fasi esplorative, limitandosi a dirmi: «Ehi, se arrivi sano e salvo alla fine, potrebbe esserci un golosissimo tesoro. Cerca soltanto di non commettere gli stessi errori dei tuoi amici».
Non è possibile consultare una mappa, dunque ho dovuto fare affidamento sul mio senso dell'orientamento per muovermi tra stanze e corridoi che, perlopiù, nascondevano passaggi segreti e accessi verso nuove aree. Si torna spesso sui propri passi, non soltanto per sbloccare determinate situazioni, ma anche per rifocillarsi attorno al fuoco da campo con del cibo più o meno discutibile, riposare le membra e creare oggetti e consumabili utili sfruttando le risorse raccolte un po' ovunque.


Deep Dish Dungeon vi sorprenderà anche sotto quest'ultimo punto di vista, poiché sono parecchie le ricette da sbloccare e le pietanze da cucinare, sebbene non tutte garantiscano effetti della stessa durata. Consumare cibo e mantenersi idratati permette infatti di recuperare punti salute e aumentare la stamina, due risorse fondamentali per affrontare gli orrori che regnano quasi indisturbati all'interno del dungeon.
Sebbene la difficoltà dei combattimenti non si sia rivelata particolarmente elevata, fatta eccezione per le fasi iniziali, ho comunque dovuto imparare a riconoscere i movimenti delle diverse tipologie di nemici, così da sottrarmi ai loro attacchi e contrattaccare al momento giusto.
Come vi accennavo qualche riga più sopra, Deep Dish Dungeon è un'esperienza che va vissuta lentamente, perché ogni angolo può letteralmente nascondere un passaggio segreto o un enigma da risolvere. Prestare attenzione a ogni singolo dettaglio può dunque risparmiarvi qualche mal di testa di troppo, restituendovi in cambio un grande senso di appagamento ogni volta che riuscirete a fare una nuova scoperta.
L'ambientazione di Deep Dish Dungeon è riuscita più volte a stupirmi per la sua complessità, trasmettendomi la sensazione di muovermi in un luogo pericoloso e, in molti punti, persino claustrofobico. Giocando in solitaria, questa sensazione viene amplificata dai rumori sinistri che riecheggiano tra le mura del dungeon, mentre avere una voce amica al proprio fianco può alleggerire la tensione e offrire il notevole vantaggio di un paio di occhi in più.

Behold Studios ha sviluppato Deep Dish Dungeon seguendo un'idea ben precisa, che funziona proprio perché rinuncia a molte di quelle agevolazioni che ultimamente incontriamo con sempre maggiore frequenza anche nei dungeon crawler. Ci sono limitazioni ben precise, come lo spazio ridotto nello zaino e l'impossibilità di allestire un campo in qualsiasi punto, anche a causa del respawn dei nemici, mentre enigmi e crafting richiedono spesso intuito e senza dubbio una buona dose di pazienza.
Durante le mie sessioni su PC, il gioco non ha manifestato particolari problemi tecnici. Tuttavia, vi confesso di aver incontrato qualche difficoltà con la fisica di alcuni oggetti, come le maledettissime tavole di legno da spostare per raggiungere determinate aree, oppure con l'arrampicata sulle corde, che più di una volta mi ha fatto perdere la presa, condannandomi a una morte per danni da caduta. Succederà anche a voi. Gli sviluppatori, comunque, hanno già rilasciato importanti correzioni, una delle quali proprio mentre sto concludendo questo articolo, e sembrano ben disposti ad ascoltare i feedback della community.
Mi auguro che Behold Studios possa partire da queste buone fondamenta per costruire qualcosa di ancora più ambizioso, perché Deep Dish Dungeon ha già dimostrato di sapere come incuriosire e mettere alla prova chi decide di avventurarsi nelle sue profondità. Se queste sono le fondamenta, vale la pena scendere ancora una volta nelle profondità del dungeon. Purché, naturalmente, ci sia qualcosa di buono sul fuoco ad aspettarci al ritorno.

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