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DIRECTIVE 8020

Recensione a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 26/05/2026

Spazio, anno 2080. La Terra sta per collassare e una squadra di astronavi viene inviata alla volta di Tau Ceti f a bordo della nave Cassiopea per raccogliere dati sulla sua vivibilità. Questo è l’incipit di Directive 2080, il survival horror narrativo e fantascientifico di Supermassive Games, già conosciuti per Until Dawn, The Quarry e The Dark Pictures Anthology.
Se non avete mai avuto modo di conoscere i titoli di questo sviluppatore, tutto ciò che dovete sapere è che il giocatore ha letteralmente la facoltà di compiere delle scelte che incidono in modo irreversibile sulla storia e sui protagonisti, decretandone la sopravvivenza o la morte.

In Directive 2080 questo concetto non cambia, pertanto si possono avere cinque prospettive diverse sulla vicenda della Cassiopea, tante quanti sono i personaggi giocabili, e prendere decisioni importanti che creano veri e propri punti di svolta nella trama. Ciò significa che il titolo di Supermassive Games è altamente rigiocabile nel caso in cui vogliate assistere a conseguenze alternative rispetto alla partita precedente.
Ho trovato interessante l’ambientazione di Directive 2080, certamente ispirata a pellicole cinematografiche come La Cosa e Alien, ma anche a videogiochi come Dead Space. La Cassiopea si trasforma inevitabilmente in una sorta di prigione in cui è necessario avanzare senza fare troppo rumore. Sì, perché rispetto al passato qui la minaccia si muove in tempo reale e il giocatore deve procedere spesso di soppiatto o, quando le cose si mettono davvero male, scappare per mettere in salvo la pelle.
Le sezioni stealth funzionano discretamente bene anche se, nella maggior parte dei casi, si tratta semplicemente di sgattaiolare alle spalle di qualcosa o qualcuno per raggiungere uno specifico punto senza farsi notare.
Ciò che davvero manca, dal mio punto di vista, è il vero effetto paura, come se le location pensate dagli sviluppatori non fossero state sfruttate fino in fondo. È evidente che l’impostazione data a Directive 2080 sia quella di lasciare più spazio alla narrazione che al concetto horror cui siamo solitamente abituati. Non parlo dei classici jumpscare, ma di quella sensazione claustrofobica e opprimente presente in altri titoli dello stesso genere e che qui risulta molto attenuata, rendendo le situazioni di pericolo decisamente prevedibili, quasi scontate.
È un peccato perché, nonostante la storia porga la guancia ad alcuni cliché noti nel mondo del cinema e delle serie TV, l’ho trovata piuttosto coinvolgente e, fortunatamente, priva di tempi eccessivamente tediosi. 

Pur mantenendo una linearità piuttosto marcata, Directive 2080 concede al giocatore la possibilità di esplorare alcune sezioni della Cassiopea per scovare piccoli segreti o informazioni aggiuntive utili ad approfondire ulteriormente la trama.
Sul fronte tecnico, Directive 2080 si attesta su buoni livelli senza particolari cali di framerate. Le animazioni facciali risultano accettabili, ma ancora lontane dalla credibilità raggiunta da altre produzioni attuali, mentre le movenze dei personaggi appaiono sensibilmente migliorate rispetto al passato. Nel cast figura anche Lashana Lynch, attrice già vista nel film Bob Marley: One Love, che contribuisce a dare maggiore personalità alla produzione. Buono anche il comparto sonoro, capace di accompagnare efficacemente i momenti di maggiore tensione.
Directive 2080 conferma ancora una volta la capacità di Supermassive Games di costruire avventure narrative coinvolgenti, ma quando prova a fare davvero paura finisce per viaggiare troppo spesso con i propulsori al minimo.

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