Recensione a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 26/08/2026
Vorrei potervi dire che non sono realmente finito in un vortice di giochi ad estrazione dal quale non riesco più a uscire, eppure eccomi nuovamente qui a parlarvi di Mistfall Hunter e del suo mondo dark fantasy PvPvE in terza persona, creato da Bellring Games.
Adesso, ovvero ad agosto 2026, fa sempre un certo effetto parlare di un titolo che è stato concretamente rilasciato e non di un accesso anticipato. Mistfall Hunter è dunque nella sua forma “finale”, per quanto questa mia affermazione possa valere per un live service. In ogni caso, ciò mi basta per darvi la mia opinione dopo numerose ore trionfanti ed altrettante sconfitte.
Inizio da un’informazione importante: in Mistfall Hunter il giocatore non è vincolato ad una delle sei classi disponibili, ma può cambiarle in qualsiasi momento, anche se ciò ha un costo in risorse o monete di gioco. Tuttavia, queste rispecchiano i canonici ruoli che generalmente accontentano ampiamente gli utenti. Nel dettaglio, è presente un arciere versatile (Blackarrow), un combattente bilanciato (Mercenary), una classe in grado di curare/proteggere/creare costrutti (Seer), un assassino estremamente mobile (Shadowstrix), un mago (Sorcerer) ed infine un cavaliere piuttosto impegnativo da utilizzare, che mescola contrattacchi da parata, rampini, scudi e armi a due mani (Withered Knight).
Ognuna delle suddette classi consente la creazione, attraverso l’assegnazione nei vari rami dei punti abilità acquisiti, di circa due o tre build differenti. Un margine di scelta niente male, adatto a coprire diversi stili di gioco.
È chiaro che giungere al livello massimo (dodici) e specializzarsi in una determinata classe, richiede anche lo studio del proprio equipaggiamento e dei suoi bonus. Armature, armi, accessori e drink pre-battaglia in pieno stile Monster Hunter non possono essere casuali quando ci si deve scontrare contro giocatori più forti, perché sì, purtroppo accade.
I novizi, infatti, per ovvi motivi non sono in grado di cimentarsi nella prima mappa di gioco (quella a bassa difficoltà) con un equipaggiamento adatto al loro livello; il resto della community di Mistfall Hunter sì. Questo, in sintesi, significa che i nuovi giocatori rischiano molto spesso di lottare contro dei veterani che hanno come unico scopo quello di far alzare il loro contatore delle uccisioni nel modo più facile possibile.

Come se non bastasse, talvolta il desync è talmente invasivo da non permettere un PvP fluido, con giocatori che si teletrasportano in giro o, nei casi più rari, con l’impossibilità di attivare le proprie abilità di difesa o attacco. Nel corso di un match mi è addirittura capitato di vedere il mio personaggio bloccato per un oscuro motivo; a nulla è valsa l’opzione “unstuck”, l’alternativa è stata riavviare il client e riconnettermi alla partita lasciata in sospeso. So che questo è un problema che è capitato, almeno una volta, a molti altri giocatori.
Al momento sono presenti soltanto due mappe in Mistfall Hunter, ognuna con due livelli di difficoltà. Tralasciando il problema di cui vi ho scritto sopra, soltanto la prima si può giocare in solo, mentre l’alternativa è partire con altri due sconosciuti (se non si hanno amici online disponibili) tramite matchmaking. Perché non è stato aggiunto il duo in entrambe le mappe e il solo in quella più difficile? Non è chiaro.
Persino la ricerca della partita stessa è lunga e tediosa, una cosa che mi ha ricordato i momenti d’oro di Escape from Tarkov, con attese che superano senza problemi anche i quattro o cinque minuti.
L’accampamento, ovvero il luogo nel quale ci si prepara prima di ogni match, può essere migliorato spendendo risorse perlopiù rare e la moneta principale del gioco. Apportare delle migliorie alla base di per sé non è una meccanica errata, dato che si possono guadagnare dei bonus permanenti; la scocciatura è che soltanto due o tre postazioni meritano davvero l’attenzione del giocatore, mentre le rimanenti potrebbero tranquillamente non esistere. Ma c’è dell’altro.
Mistfall Hunter soffre di una sorta di crisi di identità. Navigando nei suoi labirintici menu (e questo è già il primo sintomo), ci si imbatte in diverse tipologie di valuta e negozi nei quali è possibile acquistare spendendo anche soldi reali. Come se non bastasse, alcune azioni, come ad esempio forgiare il proprio equipaggiamento, richiedono dalle tre alle quattro e passa ore reali ed un dispendio di risorse assolutamente poco conveniente. Ecco perché l’auction house (l’asta) è sempre la scelta migliore quando ci si vuole vestire velocemente e senza perdere un rene in denaro.

Insomma, sembra quasi che gli sviluppatori di Mistfall Hunter abbiano messo le mani avanti per un futuro rilascio gratuito, senza tenere in considerazione che, al momento, invece, il suo costo è di circa venticinque euro (quaranta per la versione deluxe).
Un’altra meccanica “presa in prestito” da Monster Hunter è quella dello "scavenger hunt": il giocatore può inviare delle simpatiche creature a cercare delle specifiche risorse preziose, dandone in cambio delle altre. Peccato che queste rientrino alla base spesso e volentieri con un bottino misero, di certo non all’altezza della spesa effettuata (e il loro countdown è comunque di ore reali).
In titoli come questo che sto analizzando, il bilanciamento delle classi è sempre una spina nel fianco e richiede tempo e correzioni continue affinché possa essere smussato, così da rendere l’esperienza di gioco meno frustrante per tutti. Gli attacchi ad area dei maghi, i più criticati, sono incredibilmente potenti e spesso non lasciano letteralmente via di scampo, soprattutto per via della conformazione ristretta di gran parte degli ambienti di gioco.
È un vero peccato che Mistfall Hunter sia, in certi aspetti, così poco rifinito. Non tutta la mia esperienza con questo titolo è stata minata dai problemi più gravi che vi ho elencato. Ho giocato in solo ed in party senza alcun problema per una buona parte del mio tempo e mi sono anche divertito parecchio, soprattutto a sperimentare abilità e tattiche.
Il mondo di gioco, così come i nemici che lo popolano, sembrano provenire direttamente dai capolavori From Software e questo non è affatto un male, anzi, ritengo che questa ispirazione abbia favorito il mio avvicinamento a questo lavoro di Bellring Games.
Eppure non posso voltarmi dall’altra parte di fronte ai diversi punti negativi di Mistfall Hunter e dunque avvisare anche voi che leggete queste righe di ponderare bene il vostro acquisto, che sia su PC o console. Chissà, magari i futuri aggiornamenti lo renderanno un campo di battaglia più fluido ed equilibrato o magari un free-to-play che finalmente giustificherà tutte quelle meccaniche che al momento sembrano fuori luogo.
Potrebbero interessarti anche
Per assicurare una ottimale navigazione ed altri servizi offerti, questo sito è predisposto per consentire l'utilizzo di Cookies. Continuando si accettano i Cookies secondo l'informativa consultabile a questo link.