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MIXTAPE

Recensione a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 11/05/2026

Ricordate il vostro ultimo giorno di scuola superiore?
Stacey, Slater e Cassandra sono tre adolescenti californiani degli anni ’90 intenti a rendere la loro ultima notte insieme indimenticabile. Proprio per questo motivo, è importante che ci sia in sottofondo la colonna sonora perfetta.
Beethoven & Dinosaur, lo studio di sviluppo di Mixtape, ha creato un titolo capace di avvicinarsi con efficace sensibilità al complicato mondo dei più giovani, attraverso una perfetta operazione nostalgica accompagnata da musiche accuratamente selezionate. Io, a modo mio, “ci sono rimasto sotto”.
Mixtape è un’esperienza di breve durata, circa tre ore, ma al suo interno custodisce un microcosmo fatto di ormoni, rabbia esplosiva, amore, ribellione ed energia che pulsa così forte da esplodere in più momenti memorabili. Non è forse questa la bellezza dell’adolescenza?
Convivere con sentimenti nuovi e talvolta contrastanti, imparare la vita attraverso esperienze mai affrontate prima e trasformarle in polaroid da ripescare in un momento casuale della nostra esistenza.
Proprio sui ricordi gioca Mixtape, associandoli alla musica e a una regia dal taglio originale, divertente e riflessivo che, in più punti, mi ha fatto capire quanto sia complicato rappresentare determinate emozioni su schermo. Eppure, ci riesce egregiamente senza scadere nel già visto.

I tre protagonisti sono degli stravaganti ribelli un po’ annoiati, con una cultura musicale ben radicata: un’arte che più di ogni altra cosa li lega insieme sotto le note dei The Smashing Pumpkins, Iggy Pop, Roxy Music, Joy Division, Stan Bush, David Gray e tanti altri artisti che hanno firmato la storia di quel periodo.
Mixtape è un’esperienza decisamente lineare, con minigiochi agevoli sempre contestualizzati e un comparto grafico che strizza l’occhio all’animazione stop motion per quanto riguarda i personaggi, mentre il resto sullo sfondo scorre fluido, creando così un contrasto sorprendentemente armonioso. Di coerenza, invece, ce n’è parecchia in tutto ciò che si vede all’interno del gioco: le magliette larghe infilate nei pantaloni, le Converse, i jeans strappati, le tavole da skateboard, le camicie di flanella legate alla vita, le moquette, le lampade lava, i videoregistratori VHS, le cassette e i mangianastri.
Se esiste un termine per definire la bellezza degli anni ’90, allora quel termine potrebbe tranquillamente essere Mixtape di Beethoven & Dinosaur.

Vi chiedo di prendere in considerazione l’idea di vivere per qualche ora l’amicizia tra Stacey, Slater e Cassandra, con i loro alti e bassi, le loro paure, la disubbidienza e l’impudenza che li contraddistinguono.
Non è assolutamente necessario essere figli di quel preciso periodo storico per apprezzare quanto ci sia di genuino in Mixtape, perché, volenti o nolenti, almeno una delle cose che vedrete in questo titolo vi strapperà un sorriso; in fondo, ci siete già passati anche voi.
Adesso la vivrete sotto un’altra prospettiva e magari tornerete proprio su quella fotografia, reale o mentale, capace di farvi stare bene o che, in qualche modo, vi ha resi ciò che siete oggi. Dunque, ritroviamoci tutti lì, tra una canzone e un’amicizia destinata a cambiare forma, ripensando persino a gesti dimenticati come avvolgere il nastro con l’aiuto di una matita.

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