Recensione a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 26/09/2026
Mortal Shell II di Cold Symmetry è uno degli action GDR a mondo aperto più interessanti e divertenti che io abbia giocato negli ultimi mesi. Era necessario dirlo subito e di getto.
Il team di sviluppo, che dal primo capitolo è passato da una quindicina di dipendenti a circa una quarantina, sembra avere imboccato la strada giusta nel dare a Mortal Shell II una propria identità, nonostante l’evidente derivazione soulslike.
Il segreto sta proprio nel suo nome, nel riferimento a quegli involucri di antichi eroi caduti di cui possiamo impossessarci attraverso le carni dell’Araldo, il protagonista.
In questo secondo capitolo le terre di Fallgrim sono state colpite dalla caduta di un’enorme entità chiamata Sottomadre. Quest’ultima, dapprima venerata dal popolo, fu successivamente depredata delle sue Ovum, le uova; è compito dell’Araldo cercarle e restituirgliele, strappandole con forza all’avarizia di terrificanti creature.
Per adempiere a questo suo scopo, come vi scrivevo poco sopra, l’Araldo può vestirsi delle armature di valorosi guerrieri, ma deve cercarle esplorando liberamente le terre di Fallgrim. Ognuno di questi “gusci”, otto in totale, possiede statistiche e abilità uniche, attivabili previo consumo della “determinazione” accumulata attaccando i nemici. La varietà di involucri consente, tra l’altro, di affrontare le minacce comuni e i boss preferendo più salute o una maggiore resistenza ai danni fisici, magari evocando degli spettri alleati e così via.

Comunque sia, quando la barra della vita scende a zero, l’Araldo viene spinto fuori dall’involucro, come accadeva nel primo capitolo, e deve continuare a combattere fino alla morte definitiva. Sappiate che, quando ciò accade, basta subire pochi attacchi per arrivare alla schermata di game over; tuttavia, si può rientrare nell’armatura attaccando con perseveranza il nemico.
Per costruire la build del personaggio, contrariamente a quanto siamo abituati, non è necessario assegnare manualmente dei punti alle statistiche dopo ogni level-up. Piuttosto, si potenziano gli involucri, sbloccandone non soltanto nuove abilità passive e attive, ma anche la storia di chi li ha abitati in precedenza fino alla morte.
Oltre a ciò, vi sono una settantina di Pietre di Tars da recuperare un po’ ovunque che equipaggiate, conferiscono ulteriori abilità e bonus passivi alle armi corpo a corpo e a distanza dell’Araldo. Gli effetti di questi preziosissimi oggetti migliorano progressivamente con l’utilizzo, e se riuscirete a saccheggiare quelli più preziosi, il vostro eroe diventerà una sorta di treno inarrestabile contro i nemici. Forse anche un po’ troppo.
Prima di parlare di bilanciamento generale, devo menzionare anche i Sigilli, i quali consentono di alterare gli effetti della parata, come ad esempio ridurne la finestra temporale per eseguirla. Più parate perfette consecutive permettono di stordire l’avversario e di ferirlo con un colpo potente.
Non c’è da meravigliarsi se, in un gioco come Mortal Shell II, schivare, parare e contrattaccare siano un dogma valido per ogni scontro. Dimenticatevi pure il consumo della stamina, perché non c’è, e preparatevi ad affrontare anche più di tre nemici di tipologia diversa contemporaneamente.
Sì, gli scontri sono decisamente movimentati, non sempre alla portata di un casual gamer come il sottoscritto, ma non impossibili come nei giochi FromSoftware. Nonostante ci si possa muovere liberamente nel mondo di gioco, ho avuto la sensazione che proprio attraverso la difficoltà di alcuni nemici comuni, il gioco mi indirizzasse verso specifiche aree più adatte al livello del mio eroe. Questo presentimento ha fatto sì che mi intestardissi nell’addentrarmi nelle zone più pericolose per prime, morendo più e più volte, rendendomi poi quasi invincibile altrove. Non fraintendetemi, Mortal Shell II non è una passeggiata di salute, specialmente se deciderete di portarlo a termine nella sua difficoltà più alta. Piangerete, sì.

Un punto decisamente a favore di Cold Symmetry è il design delle mappe, l’atmosfera e le luci che impacchettano egregiamente gli scenari dark fantasy di Mortal Shell II. Fallgrim è un bellissimo labirinto pieno di segreti e dungeon da esplorare, ognuno con le sue peculiarità, enigmi e boss secondari da sconfiggere. È possibile teletrasportarsi da un luogo all’altro attraverso l’utilizzo dei Fari o muoversi a piedi per raggiungere i sei cancelli posti all’estremità delle varie regioni, l’obiettivo finale, con tutto ciò che comporta in termini di contenuti secondari. L’avventura vi terrà incollati alla sedia per una quarantina di ore.
In questo lasso di tempo farete spesso tappa a Rocca del Midollo, l’hub nel quale si potenzia l’equipaggiamento dell’Araldo, nonché i suoi involucri, si riconsegnano gli Ovum, si acquistano indicazioni utili per il ritrovamento di tesori e in generale, si chiacchiera con i devoti della Sottomadre.
Cold Symmetry ha tirato una linea retta tra storia, giocabilità e ambientazione di Mortal Shell II, restituendomi qualcosa di narrativamente comprensibile e soddisfacente sotto il profilo del sistema di combattimento. C’è qualche imperfezione tecnica che non va assolutamente a intaccare l’ottima realizzazione dei paesaggi, tanto inquietanti quanto affascinanti da esplorare in ogni loro segreto. Ve lo consiglio con una piccola postilla: in questo titolo non si può saltare ed è piuttosto comune scivolare da altezze spropositate.
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