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OCTOPATH TRAVELER 0

Recensione a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 27/01/2026

Prima che iniziate a leggere questa recensione, devo confessarvi che non ho mai giocato ad altri Octopath Traveler, e a dirla tutta erano anni che non mi avvicinavo a un gioco con combattimenti a turni, perché spesso le meccaniche dei titoli moderni mi sono sembrate troppo intricate, confusionarie, o pensate più per complicare la vita che per divertire. Però Octopath Traveler 0, sviluppato da Square Enix e Acquire, mi ha preso in un modo che non credevo possibile e, allo stesso tempo, mi ha fatto storcere il naso sotto alcuni aspetti.
La storia prende il via immediatamente e senza troppi preamboli: il mio villaggio natale viene distrutto, e la storia si sviluppa tra vendetta, ricostruzione e scoperta di un mondo più grande. Ho apprezzato la possibilità di creare un personaggio da zero e di sentirmi realmente protagonista della vicenda, ma devo ammettere che alcuni dialoghi e situazioni scivolano nei cliché del fantasy giapponese, e talvolta i momenti melodrammatici appesantiscono il ritmo. I personaggi secondari hanno storie interessanti ma il loro impatto emotivo non sempre si sente, soprattutto nei dialoghi più lunghi o nelle scene che sembrano più riempitive che utili alla trama.
Quando sono arrivato alla schermata di creazione del personaggio, ho avuto subito chiara un’idea: volevo un ladro dalle mani agili e pugnali veloci. Non che fosse l’unica scelta poichè c’erano otto classi diverse, dal guerriero potente al chierico di supporto, dal versatile mercante al mago capace di devastare gruppi di nemici.
La possibilità di scegliere la classe principale e poi decidere se cambiarla durante il gioco mi ha dato subito la sensazione di poter plasmare il party a modo mio, e sapevo che con il ladro avrei potuto combinare rapidità e danno mirato, approfittando delle debolezze nemiche e dei punti boost (PB) per colpi potenti.

Le prime battaglie sono state un piccolo shock iniziale: osservare le debolezze dei nemici, decidere quando sferrare molteplici attacchi devastanti grazie ai PB e quando risparmiare le azioni per proteggere i membri più fragili del gruppo richiede attenzione. Ho imparato presto a sfruttare la posizione dei personaggi tra fila frontale e posteriore: il ladro sta dietro, pronto a colpire velocemente e a tornare nella posizione originaria per non ricevere danno diretto, mentre Guerrieri e altri ruoli più resistenti si frappongono tra me e gli avversari più pericolosi. Ogni combattimento è diventato un piccolo puzzle strategico: scegliere quale nemico attaccare per primo, combinare le abilità e gestire i PB con attenzione ha reso la progressione incredibilmente gratificante.
Interessante anche il sistema delle debolezze nemiche e della rottura degli scudi; ogni avversario è vulnerabile a determinati tipi di armi o elementi, come spade, pugnali, lance o magie di fuoco e ghiaccio, e colpendolo con ciò a cui è debole si riduce il suo scudo difensivo. All’inizio queste debolezze non sono visibili, quindi ho dovuto sperimentare, provando attacchi diversi finché non compariva l’indicazione corretta. Una volta azzerato lo scudo, il nemico entra in stato di break, perde il turno e subisce molti più danni, ed è proprio quello il momento perfetto per spendere i PB e scaricare le abilità più potenti. Questa dinamica rende ogni scontro meno meccanico di quanto sembri, perché non si tratta solo di fare danni, ma di preparare il terreno, coordinare il party e scegliere il momento esatto in cui spezzare la difesa avversaria per ribaltare l’inerzia della battaglia.
Man mano che avanzavo nel gioco, ho notato che la progressione del personaggio diventava piuttosto complicata; salire di livello richiedeva sempre più tempo e, soprattutto, alcuni boss riuscivano davvero a mettere alla prova la mia pazienza facendomi sudare freddo. A mio avviso, il bilanciamento nella distribuzione dei punti esperienza e del denaro avrebbe potuto essere migliore. Quest’ultimo infatti, quasi centellinato, non permetteva di aggiornare liberamente l’equipaggiamento del party, costringendomi spesso a fare affidamento su armi e armature lasciate dai nemici sconfitti o contenute nei forzieri. Questa gestione restrittiva, se da un lato aumentava la tensione e la strategia necessaria, dall’altro rallentava il ritmo e mi ha impedito di vedere crescere il party in modo più lineare e gratificante.
Una delle meccaniche che più mi ha incuriosito è stata la ricostruzione di Wishvale: raccogliere risorse, invitare NPC e sviluppare la città aggiunge un tono “cozy” che spezza la tensione delle battaglie. All’inizio mi sono immerso totalmente, pianificando ogni edificio, ogni raccolto, ma dopo qualche ora la sensazione è stata che il sistema fosse troppo guidato; nonostante il potenziale, col tempo la città diventa più un contorno che un vero elemento centrale del gioco.

Lo stile HD 2D è meraviglioso: ogni città, foresta o dungeon è dettagliato, con luci, profondità e pixel art che rendono il mondo vivo. La colonna sonora firmata da Yasunori Nishiki mi ha coinvolto dall’inizio alla fine: le musiche del villaggio, delle battaglie e degli scontri con i boss restano in testa e rafforzano quella splendida sensazione di trovarsi davanti a un JRPG classico, ma con una veste moderna. Ci sono stati momenti in cui ho semplicemente camminato tra le strade della città a godermi la musica, dimenticando il tempo e il mio prossimo obiettivo.
La quest principale e le attività secondarie possono farvi superare le cento ore, anche se in certi momenti la storia rallenta, i dialoghi diventano prolissi e alcune sezioni di esplorazione si sentono riempitive.
Sebbene su PC non abbia riscontrato alcun problema tecnico, ammetto che la mancanza della localizzazione in italiano mi ha deluso; tuttavia, non è un ostacolo insormontabile per chi mastica un po’ di inglese.
Non pensavo che un gioco potesse farmi tornare ai JRPG, e invece Octopath Traveler 0 ci è riuscito dopo anni di pausa. La profondità del combattimento, la varietà di classi e la crescita del mio personaggio e del suo mondo mi hanno catturato totalmente, mentre il mix di strategia, esplorazione e atmosfera HD 2D funziona più di quanto avrei immaginato.
È un gioco consigliato a chi vuole ritrovare il piacere di un JRPG ben fatto, senza sentirsi soffocato da meccaniche eccessivamente complicate. Bisogna però essere consapevoli che alcuni aspetti narrativi, così come il ritmo, possono soffrire di un ritmo eccessivamente lento soprattutto per chi, come me, si avvicina al genere senza avere più il tempo di una volta.

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