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PHYSINT E SONY, QUANDO I CONTI NON TORNANO

Speciale a cura di il 12/09/2026

Qualche giorno fa mi sono imbattuto nel post di Hideo Kojima su X, in cui spiegava che Sony aveva deciso di abbandonare PHYSINT. Ho fatto parecchia fatica a capire cosa fosse realmente successo, soprattutto perché, quando si parla di Kojima-San e PlayStation, è difficile non pensare a un rapporto che sembrava ormai naturale, da amiconi. Però, anche memore di quanto accadde anni fa con Konami, dissi a me stesso: “Oh no, sta accadendo di nuovo.”
Perché dobbiamo riconoscerlo, Kojima è una delle figure che più di altre hanno contribuito a costruire l'immagine creativa di PlayStation negli ultimi anni e PHYSINT, annunciato nel 2024 come una sorta di successore spirituale di Metal Gear Solid, sembrava proprio il progetto perfetto per continuare quel sodalizio.

Poi è arrivato il comunicato di Sony, estremamente diplomatico, nel quale l'azienda spiegava di aver deciso di interrompere la collaborazione con Kojima Productions, pur continuando a nutrire grande ammirazione per la visione di Kojima e per il rapporto costruito in oltre trent'anni di industria.
Detta così, sembra quasi una semplice separazione professionale, ma la realtà raccontata nelle ore successive è decisamente più interessante. Secondo quanto riportato da Bloomberg attraverso fonti vicine al progetto, il problema non sarebbe stato uno solo e, soprattutto, non sarebbe nato da una semplice divergenza creativa.
PHYSINT avrebbe accumulato ritardi rispetto alle scadenze previste ed era sulla buona strada per superare significativamente il budget a sua disposizione, nonostante sia ancora lontano diversi anni dalla sua eventuale uscita.
A questo si sarebbe aggiunto un altro elemento tutt'altro che secondario, ovvero il rendimento commerciale degli stessi Death Stranding. Sempre secondo le informazioni riportate, sia il primo capitolo sia Death Stranding 2 non avrebbero raggiunto le aspettative di ricavi che PlayStation aveva fissato per i progetti di Kojima.
Ma è possibile, mi chiedo, definire Death Stranding un insuccesso? A quanto pare sì, se bisogna necessariamente parlare di soldi. Eppure, ha venduto milioni di copie, ha ricevuto una quantità enorme di attenzione mediatica e ha trasformato Kojima in una figura ancora più riconoscibile anche al di fuori del mondo videoludico. Vendere tanto non significa necessariamente essere un investimento abbastanza redditizio per un'azienda come Sony.
Alcune analisi recenti hanno stimato per Death Stranding 2 circa 2,5 milioni di copie vendute complessivamente, con circa 1,8 milioni su PlayStation e 700.000 su Steam, per un giro d'affari stimato intorno ai 170 milioni di dollari, numeri importanti sulla carta, ma che vanno inevitabilmente messi in relazione con un progetto il cui budget sarebbe stato particolarmente elevato.
PHYSINT, tra l’altro, non sarebbe stato nemmeno un'esclusiva PlayStation permanente e questo ha di certo fatto storcere il naso a Sony, la quale non vuole spendere milioni in qualcosa che prima o poi sarebbe arrivato anche su altre piattaforme.
Questo problema diventa ancora più evidente se consideriamo la posizione attuale del colosso nipponico nei confronti del PC. Death Stranding e il suo seguito sono arrivati anche su Steam, permettendo a Kojima Productions di raggiungere un pubblico molto più ampio, mentre PlayStation, negli ultimi tempi, è stata decisamente più rigida nei confronti della distribuzione su PC dei propri giochi single player.
Xbox, d'altro canto, si trova in una posizione completamente diversa, perché il PC fa parte integrante della sua strategia commerciale e Microsoft ha già dimostrato di considerare console e computer come due parti dello stesso ecosistema. Non sorprende quindi che Kojima Productions abbia trovato proprio in Xbox il nuovo partner disposto a raccogliere il progetto dopo la decisione di Sony. Kojima stesso ha raccontato che a metà giugno sarebbe arrivata da Sony la comunicazione relativa alla cancellazione di PHYSINT e che, da quel momento, Kojima Productions avrebbe iniziato a cercare un nuovo partner, trascorrendo circa tre mesi in trattative prima di decidere di collaborare nuovamente con Xbox.

Sony non si è limitata a rinunciare a un gioco di Kojima, ha sostanzialmente lasciato che uno dei suoi principali concorrenti prendesse il progetto. Xbox, che già collabora con Kojima Productions per OD, si è ritrovata così nella posizione ideale per trasformare una decisione di Sony in una vittoria strategica.
In questa storia bisogna comunque sottolineare che Kojima aveva già spiegato che PHYSINT avrebbe richiesto ancora molti anni prima di poter arrivare sul mercato, con una finestra indicativa di cinque o sei anni. E se c'è una cosa che ho imparato in questi anni nel settore, è che un progetto guidato da lui difficilmente nasce seguendo una formula produttiva completamente tradizionale. La sua forza è anche quella di poter costruire giochi che hanno una forte identità autoriale, che cercano continuamente di mescolare videogiochi, cinema e narrazione in modi che non sempre possono essere ricondotti a una tabella Excel. La questione è che tale libertà creativa ha un prezzo e, se comincia a diventare troppo alto, arriva inevitabilmente il momento in cui qualcuno deve chiedersi quanto sia disposto a pagarlo. Forse Sony ha semplicemente raggiunto quel limite, vuoi per lo scarso ritorno economico di Death Stranding 2, vuoi per i costi e le lungaggini nello sviluppo di PHYSINT. Magari esistono altri elementi che al momento non conosciamo e che hanno contribuito alla decisione.
Prendendo tutto con la dovuta cautela, la situazione racconta qualcosa di molto importante sull'industria videoludica di oggi. Anche un nome come Hideo Kojima, capace di generare un'attenzione enorme intorno ai propri progetti, non è più sufficiente a garantire automaticamente un assegno in bianco. I grandi publisher stanno diventando sempre più attenti ai costi, alle tempistiche e soprattutto alla possibilità concreta di recuperare gli investimenti. E PHYSINT sembra essere finito esattamente nel punto in cui ambizione creativa e sostenibilità economica hanno smesso di camminare a braccetto nella stessa direzione.
Per Sony, perdere un progetto costoso può essere una decisione perfettamente razionale dal punto di vista finanziario, ma cambia completamente la percezione della vicenda se quel progetto finisce nelle mani di Xbox. E diciamocelo pure, le scelte di Sony di quest'ultimo periodo non sono particolarmente brillanti.
Xbox, invece, ha deciso che il rischio vale ancora la pena di essere corso, senza sapere se PHYSINT diventerà un enorme successo o una catastrofe. Personalmente non sono nella condizione di sbilanciarmi in pronostici con così poche informazioni sul progetto di Kojima alla mano. Non resta quindi che vedere chi, tra Sony e Microsoft, avrà fatto la scelta giusta.

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