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RUNESCAPE: DRAGONWILDS

Recensione a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 07/10/2026

Credo di aver perso il conto dei giochi di sopravvivenza che ho provato negli ultimi anni, al punto da chiedermi quale sia l’effettiva differenza tra l’ultimo installato e il precedente.
RuneScape: Dragonwilds, di Jagex Ltd., mi ha incuriosito prima di tutto come spin-off di un MMORPG vecchio di venticinque anni con il quale non ho mai avuto il coraggio di confrontarmi. E mentre ieri è stato annunciato un nuovo capitolo proprio di quell’MMORPG, mi chiedo se Dragonwilds riuscirà a riempire lo spazio temporale che li separa attraverso i futuri contenuti.
Parlo di due categorie di giochi differenti comunque, sebbene condividano lo stesso universo, perché RuneScape: Dragonwilds è più di ogni altra cosa un gioco di sopravvivenza con elementi GDR.
Le fasi iniziali, in questo genere di titoli, sono sempre caratterizzate da una lentezza che mi piace definire di “assestamento”: raccogli la legna, spacchi qualche pietra qua e là, uccidi dei topi selvatici per la loro carne e la loro pelliccia. Nulla di nuovo sul fronte di quelle classiche azioni che permettono al giocatore di crearsi, quantomeno, un piccolo riparo sopra la testa e garantirsi un pasto caldo. Già, la fame e la sete, se non domate, rendono l’avventura ancora più ostica in quanto riducono drasticamente la rigenerazione della salute e della stamina.
Quest’ultima, secondo il mio parere, è uno degli ostacoli più difficili da superare in RuneScape: Dragonwilds, poichè viene utilizzata per le schivate, per correre, per attaccare e per saltare. Parlo di un consumo di stamina piuttosto importante che, specialmente nei combattimenti, interrompe spesso e bruscamente ciò che dovrebbe essere, viceversa, più armonioso e dinamico. È un po’ come guidare un’auto di grossa cilindrata con un serbatoio minuscolo, capito?

Sebbene il mondo di gioco mi abbia affascinato, grazie anche a una discreta diversità dei suoi biomi, l’ho trovato un po’ spoglio. Non fraintendetemi, fauna e flora popolano le terre di RuneScape: Dragonwilds in abbondanza, ma ho sentito la mancanza di quella “vita” alla quale avrei voluto assistere in un mondo simile.
Tutte le creature del gioco, umani compresi, sono perlopiù statiche, quasi in attesa che qualcuno vada a stuzzicarle, similmente a quanto accadeva nei vecchi MMORPG. Una casualità?
Inoltre, mancano proprio i villaggi, i quali danno spesso colore e ci fanno sentire un po’ meno estranei in un contesto dove l’esplorazione può regalare trionfanti ricompense o scivoloni mortali.
C’è tuttavia un aspetto di RuneScape: Dragonwilds che va menzionato sopra ogni cosa, ossia quello relativo alla progressione dell’eroe. Il giocatore può creare e maneggiare qualsiasi tipo di arma o armatura, non esiste il concetto di “classe” per come siamo solitamente abituati. Utilizzare ripetutamente uno specifico strumento determina l’incremento automatico del relativo ramo dei talenti; ad esempio, l’uso costante dell’arco migliora nel tempo la stabilità della mira con quest’ultimo e, contestualmente, sblocca nuove abilità attive. Lo stesso vale per la corsa, per il piccone, per la canna da pesca, per l’ascia e così via.
Quando si raggiunge un certo livello in un talento, come vi dicevo, si sbloccano delle abilità davvero interessanti che possono alleviare persino la parte più tediosa, come la raccolta delle risorse, al costo di rune. Queste possono essere raccolte come bottino in giro per il mondo, create in un apposito banco oppure attraverso l’assorbimento di specifici sbuffi energetici provenienti dal terreno. Una runa può incantare l’arma principale con l’elemento fuoco, fare esplodere istantaneamente un deposito minerario, tagliare più alberi in fila o addirittura permettere altissimi salti. Una volta sbloccate queste abilità, la vostra permanenza nel mondo di RuneScape: Dragonwilds sarà decisamente più comoda.

La creazione dell’equipaggiamento, attraverso appositi banchi da lavoro, passa da una serie di fasi intermedie di rifinitura delle risorse grezze. Si ha l’imbarazzo della scelta quando si tratta di armi, armature e un numero spropositato di mantelli; ciononostante, chi ha il pollice verde può dedicarsi all’agricoltura, all’alchimia o alla realizzazione di cibi e bevande con effetti benefici.
Purtroppo ho avuto la sfortuna di giocare a RuneScape: Dragonwilds in solitaria, ma sarebbe stato bello avere altri tre amici in carne e ossa al mio fianco quando la missione principale mi ha chiesto di sconfiggere il primo drago. Vi posso soltanto dire che serve molta preparazione, soprattutto per il limite della stamina di cui vi ho parlato qualche riga fa.
I giocatori possono creare più di un personaggio e portare i propri progressi dai server degli amici al proprio e viceversa, con le dovute attenzioni per ciò che riguarda l’avanzamento della storia e i relativi spoiler.
RuneScape: Dragonwilds non è un survival perfetto e, nel complesso, richiede del tempo affinché si possa godere del suo vero potenziale. È mio solito scrivere come questo genere diventi più agevole in compagnia e, nel caso specifico di RuneScape: Dragonwilds, ho il presentimento che l’aspetto multigiocatore sia fondamentale, quantomeno per la conclusione della storia principale.
Se siete giocatori solitari, non lasciatevi comunque scoraggiare: impiegherete un po’ più di tempo a raggiungere i vostri obiettivi di gioco, ma posso assicurarvi che ne varrà la pena. La mappa è piena di luoghi interessanti da scoprire.

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