Recensione a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 26/12/2025
Vi ricordate di quel programma che seguiva le vicende familiari dei proprietari di un banco dei pegni americano, in cui spesso, dopo un’attenta valutazione di un oggetto, veniva pronunciata la fatidica frase: “Posso offrirti tot…e ci sto rimettendo!”?
Ecco, in Storage Hunter Simulator di Racoons Studio mi sono ritrovato a pronunciare proprio quelle parole, o almeno non all’inizio. Sì, perché quando ho mosso i primi passi in una delle fittizie contee del gioco ero un perfetto signor nessuno, alla ricerca di un box o di un container fortunato, pieno di cianfrusaglie da vincere all’asta.
Il lavoro si è rivelato piuttosto semplice: chi faceva l’offerta migliore tra i partecipanti portava a casa il bottino, ammesso che quest’ultimo avesse un valore superiore alla spesa. C’era però un ulteriore passaggio tutt’altro che banale, ovvero caricare fisicamente il tutto sul piccolo cassone del mezzo sgangherato a mia disposizione. Sistemare il carico sul furgoncino, ruotandolo e capovolgendolo, mi ha restituito una sensazione mistica a metà tra il Jenga e il Tetris: ho perso ore virtuali preziosissime solo per questa operazione, ma alla fine ne sono sempre uscito soddisfatto.

Considerato che i negozi chiudevano a un certo orario, è stato fondamentale pianificare bene la giornata, occupandomi dell’asta, della vendita al banco dei pegni e, se necessario, facendo visita al blacksmith per farmi aprire un contenitore che non ne voleva sapere di aprirsi.
L’acquisto di nuovi strumenti di lavoro mi ha consentito non solo di effettuare una prima valutazione degli oggetti abbandonati, ma anche di ripararli o addirittura sbloccarli senza dover più pagare un terzo per questa operazione. Naturalmente, tutto ruotava attorno alla solita materia prima fondamentale: il denaro.
Il banco dei pegni è presto diventato la mia chiesa, soprattutto quando sono riuscito ad acquistarlo e ho potuto decidere personalmente il prezzo da dare all’immondizia recuperata in giro per il mondo di gioco. In alternativa, ho potuto affidare tutto alle sagge mani dell’NPC al suo interno: sarebbe stato lui a sistemare gli oggetti sugli scaffali e a stabilirne il valore, evitandomi di contrattare direttamente con gli acquirenti, tentando di fregarli, o di dover attendere giorni per incassare qualche dollaro extra.
È stato inoltre possibile migliorare l’attività, specializzandola in un massimo di tre categorie tra elettronica, arredamento, antiquariato, militare e così via, oppure aumentandone lo spazio nel deposito e investire nel marketing per vendere più rapidamente gli oggetti proposti.

Il numero e la varietà di oggetti trovati durante le aste si sono rivelati incredibilmente alti e, alle volte, è convenuto portarli direttamente ai collezionisti per ottenere ricompense esclusive come decorazioni, vestiti o addirittura automobili di lusso.
Guadagnare esperienza e fama mi ha consentito di partecipare ad aste esclusive, come quelle al buio, dove il contenuto dei depositi era completamente segreto, e di mollare finalmente quella catapecchia di roulotte iniziale per trasferirmi in una casa dotata di tutti i comfort.
Storage Hunter Simulator si è dimostrato un titolo capace di intrattenermi a lungo e di permettere la cooperazione online con altri tre amici, tutti legati a un conto bancario condiviso su cui far confluire i guadagni: una funzione ideale, visto che l’idea era costruire un vero impero commerciale partendo da oggetti di dubbio valore.
Allenate l’occhio, frenate l’entusiasmo e cercate di non spendere una fortuna per un mucchio di ferrivecchi.
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