Recensione a cura di Claudio 'Dogghy' Favorito il 11/08/2026
Se di recente avete letto il mio articolo sui prossimi giochi in uscita da tenere sott’occhio, avrete notato come tra questi ci sia anche Corsair Cove.
Questo city builder di Limbic Entertainment, ambientato nell’epoca d’oro della pirateria, cattura immediatamente l’attenzione per il suo stile; dimenticatevi pure della canonica gestione orizzontale, perché la futura casa dei vostri tagliagole si ergerà perlopiù su ripide pareti di roccia.
Tutte le strutture sbloccabili nel corso della campagna possono essere incastonate come gioielli sulle montagne e collegate tra loro in un assurdo intreccio di ponti di legno, funivie e rampe. È proprio possibile vedere i pirati correre a destra e a manca, intenti a trasportare i carichi di materiale sulle spalle, a meno che non abbiano di meglio da fare, come bivaccare nella taverna o danzare ubriachi con i maiali. No, non scherzo.

Ad ogni modo, questa verticalità nella gestione del covo, per quanto sia originale e interessante da vedere, vi costringerà a pianificare bene la posizione degli edifici, dato che per una ignota scelta di sviluppo non è possibile spostarli una volta innalzati. Da bravo assessore all’urbanistica piratesca ho quindi capito di dover accorciare i percorsi tra le varie catene di produzione delle merci per non inficiare sull’economia del covo. Avete presente il detto “il tempo è denaro”? Esattamente.
Come se non bastasse, entra in gioco anche una meccanica che vi consentirà di monitorare il contento degli uomini che vivono nel covo, poiché il rischio di ammutinamento è sempre dietro l’angolo, vuoi per la mancanza di beni essenziali o per le richieste insoddisfatte. Capiterà anche di dover fare delle scelte moralmente discutibili per compiacere i sottoposti ma, hey, siamo gente brutta e cattiva del resto.
Man mano che il pezzo di costa affidatoci diventerà sempre più affollato di tagliagole e strutture, al punto da rendere complicata la ricerca di una determinata attività, bisogna inoltre fare i conti con la penuria di risorse e dunque spingersi al largo con le proprie navi.
Nelle fasi esplorative, Corsair Cove diventa qualcosa che non vi aspettereste, ovvero rinuncia alla componente strategica, generalmente presente nei titoli dello stesso genere, per fare largo a un sistema di combattimento in cui vigono lanci di dadi e carte. Ovviamente, la scelta di un comandante da mettere al timone delle vostre imbarcazioni, nonché la tipologia stessa di quest’ultime e dei loro armamenti, è una fase preparatoria obbligatoria. Tuttavia, lo svolgimento di un evento o di uno scontro che sia è affidato letteralmente al caso.

I compiti affidati, dopo aver messo a ferro e fuoco gli avamposti e le flotte della Corona, si ripropongono ancora e ancora, tendendo a perdere alla lunga il loro mordente e il senso di novità che colpisce piacevolmente nelle prime ore di gioco.
Non fraintendetemi, Corsair Cove è un ottimo city builder piratesco con delle idee avvincenti, malgrado queste possano farvi perdere di tanto in tanto la bussola (eheh, l’avete capita?) per via di un’interfaccia caotica e di un combattimento fuori dagli schemi.
Difficilmente riuscirete a distogliere lo sguardo dai suoi bellissimi paesaggi incontaminati, dalle sue illustrazioni e da ciò che la vostra mente riuscirà a progettare in verticale. Il resto, che non è da poco, è una trama che sa intrattenere e vi darà modo di spingervi oltre il vostro porto alla ricerca di nuove ricchezze, navi da abbordare, luoghi da scoprire e depredare, con l’incombente minaccia della ghigliottina per mano della Corona.
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